Doha, Fabbri sfiora la finale del peso

03 Ottobre 2019

Il pesista coglie un ottimo 20,75 ma è tredicesimo, primo degli esclusi: in tutte le precedenti edizioni dei Mondiali sarebbe stato promosso. Fuori Cestonaro nel triplo (13,97). Naser da urlo nei 400: 48.14, terza di sempre


 

Un grande Leonardo Fabbri finisce a soli 15 centimetri dalla finale mondiale del getto del peso. Sulla pedana del Khalifa Stadium il 22enne fiorentino (di Bagno a Ripoli) mette a segno un eccellente 20,75 in qualificazione, sua seconda misura personale di sempre, ma risulta alla fine beffato: è tredicesimo, primo degli esclusi, in quella che, statistiche alla mano, è stata la più grande qualificazione del peso in un mondiale. Mai, nelle precedenti 16 edizioni, si era finiti fuori con la misura dell'azzurro. Eliminata anche Ottavia Cestonaro nelle qualificazioni del triplo: la vicentina atterra a 13,97 (sua terza misura di sempre) e finisce diciassettesima, a 15 centimetri dalla finale iridata.

LA GARE DEGLI AZZURRI

Getto del peso uomini - qualificazioni
Nel salutare i cronisti italiani, subito dopo la gara, ed in attesa che il gruppo B svolgesse i tre lanci del programma, aveva detto: "L'importante è che io non chiuda al tredicesimo posto". Ecco, appunto. Leonardo Fabbri termina la qualificazione del getto del peso da tredicesimo, primo degli esclusi, con un 20,75 che è la sua seconda misura personale di sempre, distante però 15 centimetri dalla soglia di qualificazione. Un 20,90 che viene però raggiunto da tutti e 12 i finalisti, al punto che Leo stabilisce stasera un singolare (quanto sfortunato) primato: il suo 20,75 è la misura migliore mai ottenuta da un primo degli esclusi (la precedente era di Londra 2017, 20,54). Il che, detto in altre parole, significa che Fabbri si sarebbe qualificato in tutte e 16 le edizioni precedenti dei Mondiali. E che in 15 delle 16, avrebbe poi colto l'ottavo posto. In pedana l'azzurro mostra un bel carattere. Nella seconda prova, centra l'angolino tra il limite di settore e la linea di qualificazione, per un 20,75 che fa gli esplodere la voce ed alzare le braccia. Purtroppo non basterà. Note tecniche: nove dei primi dodici vanno oltre i 21 metri, il neozelandese Tom Walsh, capofila, sfiora addirittura i 22 (21,92). Tornando a Fabbri, va detto che questa è la prova di laurea di questo ragazzo di 22 anni, talento cristallino allenato da Paolo Dal Soglio; ovvero, proprio l'ultimo azzurro in una finale Mondiale: accadde ad Atene '97, quando "Paolone" finì al nono posto. Era agosto: appena qualche mese dopo la nascita di Leo.

“Esco a testa alta - le parole di Fabbri - Quest'anno ho una media di lanci ben superiore ai venti metri e oggi sono andato oltre la media. Il peso in questi anni ha raggiunto un livello mostruoso, ma sicuramente sarà l’ultima finale che dovrò guardare in tribuna perché voglio stare in mezzo a questi big. Un 20,75 fatto ai Mondiali significa tanto. Il mio coach Paolo Dal Soglio ad Atlanta ’96 con 20,74 arrivò quarto ai Giochi. Ho tanto da lavorare e migliorare, devo avere fiducia in Paolo perché ciò che dice è oro. Mi ha fatto crescere tanto, lo ringrazio tantissimo”.

Salto triplo donne - qualificazioni
Si può uscire da un turno di qualificazione, com'è ovvio (altrimenti, si farebbero solo finali dirette); a patto, però, che si riesca ad esprimere il meglio. In questo senso la prova di Ottavia Cestonaro, esordiente in un Mondiale, si può considerare soddisfacente. La veneta è eliminata, ma il suo miglior salto, misurato a 13,97 (v. +0.1), è a conti fatti la terza prestazione personale di sempre, non lontana dal personale di 14,18 ottenuto in agosto a Bydgoszcz, nell'Europeo a squadre. Piccolo giallo in gara: il primo salto dell'azzurra, all'apparenza comunque non particolarmente lungo, non viene misurato dai giudici, che le concedono una prova in più (serie ufficiale: N, 13,97, N). Nel tentativo finale, Cestonaro attacca la rincorsa con una rincorsa particolarmente veloce, che la porta però a commettere nullo di pedana. La qualificazione resta a 15 centimetri (la romena Pantoroiu è l'ultima ad accedere, con 14,12), con la Cestonaro che si colloca al diciassettesimo posto in graduatoria. In cinque superano i 14,30 richiesti per la qualificazione diretta, con la giamaicana a guidare il gruppo grazie ad un miglior salto di 14,42.

“Non pensavo potesse succedere di non riuscire a misurare un salto a un Mondiale, ma è accaduto - le parole di Ottavia Cestonaro - Non usciva la mia prestazione, credevo fosse un ritardo tecnico, e invece non era stato proprio misurato. Mi hanno dato due minuti per ripeterlo ed è stato nullo di poco. Il secondo salto da 13,97 mi ha fatto capire che la condizione c’era. Nel terzo, ci ho provato in tutti i modi perché questa finale la volevo. È stata un’esperienza magnifica, mi ha dato tanta consapevolezza e non vedo l’ora di riscendere in pedana. Vorrei fare gli auguri al mio ragazzo Marco Zanon (rugbista azzurro, ndr) che oggi compie gli anni, stesso giorno di Laura Strati che gareggerà sabato nel lungo“.

BOOM 400 - Il terzo tempo di sempre dei 400 metri al femminile, il miglior crono degli ultimi 34 anni. Salwa Eid Naser stupisce nella serata del Khalifa Stadium con una medaglia d’oro dirompente nel giro di pista. Mamma nigeriana, papà del Bahrain, la quattrocentista spara un sensazionale 48.14 (per un progresso-monstre di quasi un secondo, aveva 49.08) diventando la terza della storia dopo il record del mondo (47.60) di Marita Koch e il 47.99 di Jarmila Kratochvilova. Piegata la campionessa olimpica Shaunae Miller-Uibo nonostante un altrettanto straordinario 48.37 che si inserisce al sesto posto di ogni epoca. Naser si presenta sul rettilineo finale con un vantaggio abbastanza ampio sulla bahamense, che pure riesce a ridurre le distanze negli ultimi cinquanta metri ma non abbastanza per sfilare l’oro alla 21enne, prima di stasera vicecampionessa mondiale a Londra 2017. Stati Uniti fuori dal podio, il bronzo va alla Giamaica grazie al 49.47 di Shericka Jackson. È cinese l’oro del peso: Lijiao Gong marca 19,55, la giamaicana Danniel Thomas-Dodd la spaventa all’ultimo lancio ma non la supera: 19,47, trenta centimetri in più della tedesca di bronzo Christina Schwanitz (19,17). 

JOHNSON-THOMPSON BATTE THIAM - Dopo gli ori di Rio, Londra e Berlino, Nafi Thiam abdica: sul trono dell’eptathlon si accomoda Katarina Johnson-Thompson (6981 punti, sesta di sempre al mondo). Polverizzato il record britannico che apparteneva a Jessica Ennis dai Giochi di Londra, anche grazie alle vittorie nell’alto (1,95) e nei 200 (23.08/+1.0) di ieri, e i successi di oggi nel lungo (6,77/+0.2) e negli 800 conclusivi (2:07.26), corsi ben oltre la mezzanotte di Doha. Soltanto Europa sul podio al termine delle sette fatiche: la belga Thiam deve accontentarsi del secondo gradino (6677), brinda al terzo posto l’austriaca Verena Preiner (6560). Nel decathlon, il colpo di scena durante la gara dell’asta: il primatista del mondo Kevin Mayer, al comando dopo sette prove, si ferma per un problema a un tendine d’Achille. Tutto riaperto: ai 1500 finali, in cinque arrivano a giocarsi l’oro in appena 73 punti. Il più bravo ad approfittarne è il tedesco Niklas Kaul, 21 anni, la più giovane medaglia d’oro mondiale nel decathlon, dominatore delle categorie giovanili e finalmente atterrato tra i grandi. Conquista tre delle ultime quattro specialità (49.20 nel disco, 79,05 nel giavellotto, 4:15.70 nei 1500) e chiude con 8691 punti. È il secondo argento di casa in neanche un’ora per l’estone Maicel Uibo (8604) dopo quello della moglie Shaunae Miller nel giro di pista, terzo il canadese Damian Warner con 8529 punti.

m.s. - naz.orl.

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