Il gladiatore Fabbri: “Al Colosseo sarà uno show”

11 Novembre 2020

Il peso a Roma 2024 nello scenario più suggestivo: “Ho i brividi e ancora più stimoli”. E verso Tokyo l’azzurro prepara la stagione invernale: “Spero si possa gareggiare, missione Euroindoor di Torun”

 

“Come me lo immagino? Beh, fantastico. Ho già i brividi. Al Colosseo sarà un vero spettacolo”. Tra i ‘gladiatori’ del peso è pronto a combattere Leonardo Fabbri. Tutti felici, certo, ma il primatista italiano indoor ha un motivo in più per rallegrarsi dell’assegnazione a Roma degli Europei 2024, in virtù del particolarissimo scenario che attenderà la sua specialità, a due passi dalla meraviglia del Colosseo e dell’Arco di Costantino. “In un contesto del genere sarà uno show, un’occasione che farà bene a tutta l’atletica leggera e soprattutto al settore dei lanci - il commento del 23enne fiorentino dell’Aeronautica - noi in pedana ci divertiremo tantissimo, immersi nella storia avremo ancora più stimoli e motivazioni. E certamente se quest’anno ho cominciato a impensierire i più forti d’Europa, quando si gareggerà in casa voglio che non ce ne sia per nessuno. Lo devo a chi ci verrà a vedere: il pensiero di tornare ad avere pubblico sulle tribune mi rende felice”.

L’ANNO DI PUNTA - Dal momento dell’euro-annuncio, nel pomeriggio di martedì, decine di atleti azzurri non hanno nascosto la propria gioia, riversando sui social network speranze e buoni propositi, consapevoli di quanto un evento del genere possa rappresentare un traino per un’intera generazione, che non vorrà mancare all’appuntamento casalingo: “Per molti di noi il 2024 sarà l’anno di punta, il momento in cui sarà completata la nostra maturazione, e credo che potremo toglierci tante soddisfazioni non soltanto individuali ma in generale come atletica italiana - ne è sicuro Fabbri -. Io e il mio allenatore Paolo Dal Soglio abbiamo sempre indicato il 2024 come la stagione più importante. Io avrò 27 anni, il doppio impegno Olimpiadi ed Europei non mi spaventa affatto, è difficile non essere motivati e carichi per due gare così, i Giochi che sono il sogno di tutti e gli Europei di fronte ai nostri tifosi”.

DIECI VOLTE +21 - Del resto, gareggiare spesso è ciò che sta rendendo “TheFabbrino” un big europeo, e in prospettiva anche mondiale: “Sì, per me è fondamentale, per trovare sicurezza e per entrare in condizione. E spero si possa tornare a farlo già dalle indoor. Ho nel mirino gli Europei indoor di Torun, per provare a ottenere qualcosa di bello, e se sarà possibile vorrei andare anche i Mondiali di Nanchino: una gara internazionale di campionato mi manca ormai dalla qualificazione dei Mondiali di Doha”. Da quel momento in poi, la carriera dell’azzurro è decollata: diciotto gare nel 2020 con una media dei suoi lanci migliori di 21,04, dieci prove terminate oltre i ventuno metri, cinque delle quali in inverno con il picco del 21,59 che ha sottratto ad Alessandro Andrei il record italiano indoor, e cinque in estate con il sontuoso 21,99 degli Assoluti di Padova che in Italia mancava da un altro lancio di Andrei, quello più lungo, il 22,91 del 1987.

BOLOGNA E POI SIRACUSA - Fabbri sta costruendo a Bologna un 2021 che spera possa rafforzare la sua crescita, nelle misure, nella personalità e nella stabilità tecnica: “Conta la media, ancora più del picco. Arrivare alle Olimpiadi di Tokyo con quanti più lanci possibili intorno a 21,80, 21,90. E poi tirar fuori la misura che conta nel momento giusto”, è l’obiettivo dichiarato. Se a Doha era stato il primo escluso da una finale spaziale, non vuole che lo stesso accada in Giappone: “Mi aspetto che con ventuno metri si possa entrare in finale - ragiona - Facendo quello che so, credo di poterne essere in grado. Probabilmente non si ripeterà il livello di Doha, ma mi preoccupo di me, non degli avversari”. Che pure ha cominciato a lasciarsi alle spalle in più occasioni in questa stagione: “Iniziare a battere gente come Storl, Bukowiecki o Stanek ha un significato enorme. Il campione europeo Haratyk non l’ho ancora superato: è più forte, quando sbaglia fa comunque 21,50, ma sto facendo di tutto perché arrivi anche quel giorno. Le indoor sono state una svolta per quanta fiducia mi hanno dato. Le outdoor, dopo il lockdown, sono state la conferma che il lavoro dà i suoi frutti”. Un lavoro che proseguirà a Siracusa dalla fine di novembre, nell’auspicio che il preoccupante contesto sanitario lo permetta: “Per ovvie ragioni non potrò tornare ad allenarmi in Sudafrica, o almeno al momento è così. Ma sono convinto che la Sicilia saprà darmi tanto”.

naz.orl.

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