Milano va forte: battuti i due primati

07 Aprile 2019

I keniani Ekiru (2h04:46) e Kiplagat (2h22:25) corrono il miglior tempo di sempre in una maratona italiana, settimo La Rosa (2h14:16) nella 42,195 chilometri del capoluogo lombardo


 

Un doppio record alla 19esima Generali Milano Marathon, con la gara più veloce di sempre in Italia tra gli uomini e anche al femminile. Il keniano Titus Ekiru vola in 2h04:46 per demolire il primato della manifestazione. Quasi due minuti e mezzo in meno rispetto al tempo di 2h07:13 con cui il connazionale Edwin Koech, oggi terzo, due anni fa si era aggiudicato il successo nel capoluogo lombardo, finora il miglior risultato della storia sul suolo nazionale nei 42,195 chilometri. Seconda vittoria consecutiva a Milano per la keniana Vivian Kiplagat con 2h22:25, battendo il 2h24:59 di Margaret Okayo datato 2002 oltre che il limite italiano “all comers” stabilito a Roma.

Nella prova maschile, in una fresca mattinata dopo la pioggia caduta all’inizio, ritmo sostenuto con un intermedio di 1h02:29 per il gruppo di testa, prima della selezione e del break decisivo al 35° chilometro. Il finale di Ekiru è travolgente per un crono che sul traguardo di corso Venezia avrebbe potuto essere ancora più rapido, senza qualche incertezza ai rifornimenti. Solo Kenya sul podio con Evans Chebet (2h07:22) secondo davanti a Edwin Koech (2h08:24). Al settimo posto Stefano La Rosa che chiude in 2h14:16. Il grossetano dei Carabinieri, con una flessione nel finale, resta a tre minuti dal personal best (2h11:08 nella scorsa stagione a Siviglia) e precede il 23enne emiliano Alessandro Giacobazzi (Aeronautica), ottavo in 2h17:45. “Ho dato tutto quello che potevo - le parole di Stefano La Rosa, oro agli Europei di Berlino con la squadra azzurra - ma è chiaro che c’è un po’ di rammarico per il risultato. Peccato perché stavo bene e la preparazione si era svolta nel migliore dei modi. Il passaggio alla mezza maratona, intorno a 1h06, è stato superiore di un minuto a quello che avrei voluto, in una prima parte complicata dalla pioggia.

Poi ho cercato di aumentare, invece sono calato, ma ho voluto comunque portare a termine la gara”. La leader tra le donne si rende protagonista di una corsa in solitaria con più di dieci minuti di vantaggio sull’altra keniana Joan Kigen Jepchirchir (2h32:32), mentre è terza l’etiope Ayelu Abebe Hordofa (2h37:50) che si lascia alle spalle la croata Nikolina Sustic, campionessa mondiale dei 100 km, quarta con il personale di 2h38:47.

Adesso la gara di Milano entra nella top ten mondiale maschile in base ai record del percorso, al decimo posto, nella classifica che vede nell’ordine Berlino, Londra, Dubai, Francoforte, Chicago, Tokyo, Amsterdam, Rotterdam e Valencia, non considerando Boston che ha un tracciato in cui i primati non possono essere omologati. I due vincitori di oggi avevano conquistato in coppia anche l’ultima maratona di Honolulu, nel mese di dicembre. Ekiru migliora di quasi tre minuti il personale (2h07:43 a Siviglia nel 2018) ed è ancora più ampio il progresso della Kiplagat, alla quarta affermazione di fila in carriera, sul tempo di 2h27:08 dell’anno scorso a Milano.

Record anche di presenze in questa edizione, con 7623 iscritti alla maratona e 3971 quartetti nella staffetta benefica Europ Assistance Relay Marathon. Il progetto solidale Charity Program ha raccolto più di un milione di euro, devoluti in beneficenza a favore delle oltre cento onlus partecipanti. Alla partenza della Bridgestone School Marathon, dedicata alla candidatura olimpica di Milano Cortina 2026, ieri si sono presentati più 13 mila tra bambini e accompagnatori.

l.c.

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La partenza della Milano Marathon 2019 (foto LaPresse/organizzatori)


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