Veronica Inglese: ''Maratona, strada da costruire''

03 Novembre 2018

La pugliese dell'Esercito, vicecampionessa europea 2016 dei 21,097 km, si lascia alle spalle i problemi fisici che l'hanno frenata nelle ultime due stagioni e guarda con fiducia verso il futuro.


 

di Alessio Giovannini

Una medaglia d'argento agli Europei in mezza maratona, i 10.000 metri alle Olimpiadi di Rio: il 2016 di Veronica Inglese sembrava veramente essere il trampolino di lancio verso un immediato futuro fatto di nuovi traguardi. Ma il sorriso della quasi 28enne pugliese (è nata il 22 novembre) ha dovuto fare i conti con un break inaspettato e più lungo del previsto. "Vengo da due anni abbastanza difficili in cui mi è servito avere tanta pazienza per uscire da un infortunio che mi teneva ai box. Fermarsi dopo aver vissuto il sogno delle Olimpiadi è stato un brutto colpo. Cosa mi è mancato di più? Le gare! Se sei un'atleta startene fermo mentre tutti gli altri gareggiano e fanno risultati non è affatto semplice. Adesso, però, è arrivato il momento di rifarsi".

L'azzurra dell'Esercito è nata e cresciuta a Barletta, la città del mito Pietro Mennea. Ma anche Veronica ha la sua platea di fans che spesso l'affiancano o le danno il cinque durante gli allenamenti sulle strade della sua città. Insomma, il mondo dei runners non vede l'ora di poterle fare il tifo anche sulla maratona.
"Da quando sono bambina gli altri mi vedono come una maratoneta! Io dico che ancora non lo so, magari prima dovrei correrne una, chissà che il 2019 sia finalmente l'anno giusto per provarci... Di sicuro ora è importante riprendere quella strada che si era interrotta, mio malgrado, nel 2016. Quindi 10.000 metri in pista e mezza maratona: è da lì che bisogna ripartire bene per aggiungere chilometri e costruire quella consapevolezza che serve per affrontare la difficile sfida dei 42,195 chilometri. Per ora mi sto allenando da un paio di mesi e l'obiettivo dell'anno sono i Mondiali di Doha".

A meno di 24 ore dalla maratona di New York, l'allieva del tecnico Massimo Magnani ci svela uno dei pensieri che ha scritto sulla sua lavagna dei sogni.
"Dare un morso alla Grande Mela? Me la mangerei tutta se potessi! Sarebbe un sogno correre un giorno la maratona di New York perché è una gara che è l'emblema stesso di questa specialità che appassiona sempre più persone in tutto il mondo".

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